Sapere quanto si pesa o quanti chili si è persi durante una dieta non è mai stato sufficiente per un vero professionista della nutrizione. La bilancia, con la sua indicazione del peso corporeo, è e rimane un valore primario in rapporto allo stato di salute, ma occorre contestualizzarlo in un range ben più ampio. Il peso corporeo, infatti, può anche essere nella norma e insieme ad un altro parametro, molto inflazionato, l’Indice di Massa Corporea (I.MC.), può esprimere il giudizio di normopeso ma al contempo celare malattie dismetaboliche come iperinsulinemia, insulino-resistenza, predisposizione al diabete di tipo 2, ipertigliceridemia, elevati livelli di colesterolo nel sangue e danni prematuri alle coronarie proprio come le persone obese. Una scelta prioritaria per chi vuole stare in salute, anche se è normopeso oppure per chi programma di recuperare un sano peso forma, è quella di procedere alla diagnosi della composizione corporea, cioè conoscere la ripartizione tra massa grassa, massa magra, ossa e acqua corporea. Il peso BW (Body Weight) è la risultante della somma di alcuni compartimenti corporei:
  • Acqua totale (TBW, Total Body Water)
  • Massa Magra (FFM, Fat-free Mass)
  • Massa grassa (FM, Fat Mass)
  • Massa ossea (MM, Mineral Mass)
I compartimenti corporei variano durante la vita e superati i 30 anni di età, il processo di invecchiamento di un corpo umano, maschile e femminile, è caratterizzato da una progressiva perdita della massa magra muscolare (7% ogni 10 anni), una riduzione dell’acqua corporea totale, in particolare dell’acqua intracellulare e un’espansione della massa grassa corporea, con una tendenza progressiva alla sua localizzazione anatomica a livello addominale e nella parte superiore del corpo. Si ha anche una perdita di massa ossea, che in casi estremi può degenerare nella patologia osteoporotica. Si verifica inoltre una riduzione delle cellule metabolicamente attive, in particolare si atrofizzano alcuni muscoli particolarmente ricchi di mitocondri in grado di ossidare con maggiore intensità i lipidi rispetto ai muscoli di postura. Attraverso alcune indagini, come l’ADIPOMETRIA è possibile conoscere il valore dei singoli compartimenti corporei. Una persona può avere lo stesso peso a 60 anni come a 20 anni, ma avrà un organismo completamente diverso nella sua composizione corporea. Mantenere la massa magra muscolare dominante su quella grassa è una scelta per una vita longeva e in salute.

L’Adipometria

La tecnica dell’Adipometria è relativa al livello tessutale ed è in grado di studiare ecograficamente il tessuto adiposo sottocutaneo, il tessuto muscolare e le loro interconnessioni anatomiche, attraverso la metodica ad ultrasuoni, particolari onde sonore che, penetrando nei tessuti in modo assolutamente indolore, vengono riflessi in maniera differente dai tessuti che incontrano lungo il loro percorso.
L’Adipometro è un ecografo monodimensionale ad ultrasuoni a 2,5 Mhz di frequenza che raggiunge una profondità di tessuto di circa 10 cm. È connesso a un computer che, attraverso un software dedicato, permette di elaborare le immagini ecografiche dei distretti corporei analizzati e trarre informazioni utili sia per il professionista che riuscirà ad avere una visione chiara e tangibile della composizione corporea: gli spessori di cute, grasso superficiale (SAT, superficial adipose tissue, che fornisce “isolamento termico”), grasso profondo (DAT, deep adipose tissue, il grasso di “accumulo”) e le fasce muscolari; sia per il paziente in quanto di immediata comprensione e avrà inoltre una vera e propria ecografia che potrà conservare. Inoltre con l’Adipometria, basandosi su un’immagine ecografica si avrà una misura diretta, espressa in millimetri dello spessore del grasso sottocutaneo e del muscolo sottostante e non stime ricavate da formule, come per altre metodiche, esempio impedenziometria. In questo modo l’analisi sarà più accurata e permette di controllare l’andamento nel tempo per capire tempestivamente se la strada è quella corretta o vanno fatte modifiche al percorso nutrizionale e/o alla tipologia di allenamento intrapreso. Tuttavia la vera rivoluzione dell’adipometria riguarda la sua capacità di effettuare un’analisi qualitativa accurata attraverso la stratigrafia, oltre all’analisi di tipo quantitativo (spessore espresso in millimetri). Facendo scorrere l’ecografo lungo una determinata zona si ottiene un’immagine, che è una rappresentazione bidimensionale degli strati sottostanti con i relativi confini tra i diversi tessuti.

L’analisi qualitativa così eseguita permette di distinguere tra:

  • Un tessuto muscolare tonico, da uno meno allenato e quindi andare a valutare lo stato del muscolo del paziente, la qualità e seguirne l’evoluzione nel tempo così da operare scelte basate su dati oggettivi (preparazione atletica, riabilitazione post-infortuni). Ad esempio il muscolo infortunato di un atleta a riposo si modifica non solo quantitativamente, riducendo il suo spessore, ma cambia anche dal punto di vista qualitativo, ad esempio con infiltrazioni di grasso al suo interno, visibili solo con questa metodica; ma si nota anche la perdita di tonicità, di compattezza, del tessuto muscolare, offrendo precise informazioni che variano nel corso del tempo.
  • Un tessuto adiposo costituito da grasso superficiale (SAT, superficial adipose tissue, che fornisce “isolamento termico”) e grasso profondo (DAT, deep adipose tissue, il grasso di “accumulo”). Un tessuto adiposo che non risponde bene ad un protocollo alimentare è facilmente distinguibile, ecograficamente, da uno molto più responsivo, che mobilita le sue riserve di grasso, dando risposte utili e immediate sull’efficacia o meno dell’alimentazione e/o dell’attività fisica proposta ad un paziente, permettendo così una programmazione nutrizionale specifica a seconda delle diverse esigenze, che possono andare dal dimagrimento di zone specifiche, al rassodamento di alcune zone o al potenziamento muscolare.